Perché Zenith

Lo Zenith è il punto dell’orizzonte che sta sopra la testa della persona e che l’aiuta ad orientarsi.
il Nadir è l’opposto dello Zenith, collocato nell’emisfero non visibile della sfera celeste.

Crediamo che queste due immagini racchiudano in sé le infinite possibilità che ciascuno di noi custodisce
dentro di sé; quelle concretamente visibili e quelle nascoste, ancora da scoprire.

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In Libreria il nuovo libro del centro Ares sul Maschio maltrattante

Sinossi

Il volume raccoglie l'esperienza pluriennale e la riflessione teorica di un gruppo di ricercatori che
approcciano il fenomeno terribile della violenza maschile nella coppia da tre prospettive
coordinate: la riflessione filosofica, la matrice evoluzionistica, le dinamiche trattamentali.
Il libro vuole offrire uno sguardo nuovo sulle effettive possibilità di trasformazione del maschio
violento superando la logica emergenziale e il paradigma vittima-carnefice, mettendo in luce come
la rielaborazione dei significati nelle relazioni affettive sia la strada maestra per interrompere la
spirale di violenza ed evitare recidive.
I capitoli ruotano attorno alla consapevolezza che l’uomo che agisce violenza può sviluppare una
serie di competenze cognitive, affettive e relazionali che possono portarlo a rileggere le proprie
responsabilità e a superare la violenza come modalità espressiva.

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Steve Jobs e il discorso ai laureati di Stanford

Steve Jobs e il discorso ai laureati di Stanford

Vogliamo proporre il discorso di Steve Jobs ai laureati di Stanford, all'interno di una rubrica che
analizzerà e confronterà alcuni dei discorsi pubblici più emozionanti ed evocativi.
Questo discorso, tenuto nel 2005, tocca tre nuclei principali, che Jobs riassume con tre storie, così
definite:
– La prima storia parla di “unire i puntini”.
– La mia seconda storia parla di amore e di perdita.
– La mia terza storia parla della morte.
La prima storia illustra un modo di vivere la vita seguendo il proprio istinto, fiduciosi del fututro,
come esemplifica questo passaggio:
"Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul
pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per
raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare;
ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella
settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia
strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti."
La seconda storia racconta di come Jobs ha affrontato gli eventi negativi della sua vita lavorativa e
di come ne abbia fatto un reframe positivo.
Infine la terza storia, più umana e meno personale, fa emergere il concetto di morte proprio del
fondatore di Apple e Pixar. Riassumibile con questo passaggio:
"Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire
per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti
condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è
la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per
aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da
oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così
drammatico, ma è pressappoco la verità."
Vogliamo infine ricordare che in chiusura di questo discorso Jobs esprime una delle massime più
famose "Stay hungry; stay foolish", questa frase è erroneamente attribuita a lui, ma egli stesso cita
la fonte da cui l'ha tratta, ossia l'ultima pagina dell'ultimo numero di The whole Earth catalog.
Qui il link del video: